INCIPIT

Ci siamo, è lui: non sarà divertente come Sex & the City nè gustoso come Masterchef ma un altro blog nell’etere, un altro spazio da assestare, altre parole da lasciare rimbombare dentro, momenti che voglio condividere con voi. Qui.

quellocheVale inizia sì con un gioco di parole, e come potrebbe non esserlo visti i contenuti poichè sarà un blog di poesia, declinata in tutte le sue derivazioni e dunque prosa, canzone, testo, film, fotografia, musical e altro ancora. Non sarò io a parlare di lei ma lei a parlare di me, di voi, di tutto quanto. O a provarci. Riuscendoci spesso. Più spesso di quanto potrei riuscirci io facendolo senza di lei.

Insomma, è assai semplice, benchè non sembri. In queste pagine troveranno spazio versi e parole che mi hanno “segnata”, e che sono molte, diciamo tutte, diciamo almeno un paio per ciascun libro letto, una frase per ogni film visto, un accordo per ogni canzone ascoltata, e così via…. Il materiale dunque è tanto, e con la vostra appassionata partecipazione potrebbe essere ancora di più. Non faccio molto da parte mia, se escludiamo l’essermi emozionata a diversi livelli e in differenti modi leggendo, ascoltando, ecc.. Semplicemente riporto, certo con un po’ di arte, di poesia appunto, opere di altri autori. Ad ogni testo seguirà, o precederà, ma non sempre, un breve commento, non necessariamente di parafrasi ma più facilmente di tipo filosofico.Immagine

E talvolta, quando meno ve lo aspetterete, alternerò con versi – ebbene sì – di miei componimenti. E qui si fa più complessa la faccenda…. Se mi sosterrete sarà più facile…

Ci vediamo qui allora, vi aspetto.

Vale

 

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8 thoughts on “INCIPIT

  1. Ciao Valentina, complimenti per il tuo blog, ti faccio un enorme in bocca al lupo, aspettando di leggere qualcosa di tuo. A mo’ di ironico incoraggiamento, un reperto del mio periodo poetico-goliardico: un bugiardino del farmaco analgesico denominato POESIA.
    Proprietà caratteristica di questo farmaco è di venir prodotto dallo stesso paziente nelle dosi e nei modi più confacenti alla propria indole, senza obbligo di prescrizione medica (risulta inoltre esente dal pagamento del ticket sui medicinali).
    Chimicamente esso consiste in una secrezione dell’emisfero cerebrale destro sulle cui cause sono in corso studi, ma i cui benefici effetti di analgesico locale e generale hanno ricevuto le più confortanti conferme cliniche.
    L’uso è indicato nel trattamento di forme dolorose acute e croniche, di origine sia virale che traumatica: cerebropatie, affezioni del miocardio, intossicazioni di varia natura; come coadiuvante nel trattamento dell’insonnia, dell’alcolismo, delle sindromi depressive.
    La posologia ottimale è da stabilirsi caso per caso, ma il dosaggio può essere intensificato o diminuito secondo necessità, senza che l’efficacia terapeutica ne venga sminuita.
    Il farmaco è generalmente ben tollerato, sia negli adulti che nei bambini: non determina secchezza delle fauci, stipsi, diarrea; non modifica le funzioni renali e non provoca ritenzione vescicale.
    In caso di trattamenti prolungati o sovradosaggio, possono comparire segni di eccentricità, grafomania, onanismo, vaticinio, specie nel caso di ipersensibilità o di contemporaneo trattamento a base di sostanze consimili. In tali casi si consiglia di affiancare dosi adeguate di IRONIA.
    A presto
    Andrea

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    • Andrea, grazie e complimenti a te! L’ironia non solo è ben accetta, ma richiesta
      nel blog! Non sono un’esperta di poesia bensì un’appassionata e dunque benvenute queste condivisioni. A presto. Vale

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      • Pensa che risale al liceo. Avevo scritto in un tema che, in fondo, la poesia è (anche) un innocuo analgesico. Questo mi attirò un cazziatone megagalattico davanti a tutta la classe dalla mia insegnante di Lettere. Per reazione portai il concetto alle estreme conseguenze e scrissi il bugiardino. Lei non lo lesse mai ma ci fece fare un bel po’ di risate fra compagni. Spero di averne strappata una anche a te. Ovviamente, lungi da me il voler sminuire l’importanza della poesia e men che meno la tua bellissima iniziativa, a presto, Andrea

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  2. Bene Valentina, rispondo a questo post perché è stato il primo del tuo blog, l’incipit come l’hai battezzato tu.
    Insieme, tu e io, di recente abbiamo fatto delle belle chiacchierate e, sebbene il poco tempo, pare di conoscersi da parecchio. Almeno questa è la mia impressione/sensazione che credo derivi da una sintonia che si raggiunge talvolta con determinate persone.
    Discorsi ne abbiamo affontati e altri in futuro ne nasceranno. A tal proposito voglio condividere questo scritto di William Carlos Williams che indirizza a Ezra Pound.

    http://goo.gl/psd5BC

    Leggilo e poi dimmi cosa ne pensi.
    Della serie… per essere grandi, prima bisogna essere piccoli. E’ una legge imprescindibile!

    Buon lavoro, Fiorenza;)

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    • Cara Fiorenza, ho rischiato di perdere questo tuo commento che non mi è stato segnalato ma eccomi qua… Ci sono persone che non si conoscono nel senso compiuto del termine eppure condividono molto e a più livelli. Questo, a mio avviso, avviene grazie e sotto gli auspici dell’arte. E qui mi fermo. Tutto può essere arte, ovviamente in relazione ai contenuti, lo stile e la maestria esibita nel crearla. Dunque quando due persone dalla sensibilità ed il senso estetico affini si ritrovano a discutere delle più disparate tematiche, creano quella sottile e profonda linea di unione, spesso poi dimenticandosi pure di quale sia stato il “la”, l’incipit appunto di tutto.
      Ho letto con interesse la lettera che mi hai linkato: mi ha colpito soprattutto lo “sfogo” sulla difficolta di trovare un editore, che mi ricorda una problematica assai moderna e comune! E li siamo di fronte alla “più bella collezione di versi in America”; fa riflettere. Anche se poi tutto sembra trovare un senso nel fatto che la poesia dell’autore è troppo diversa e distante da quella dei contemporanei. Uno spunto di grande modernità ed un tema su cui mi sento particolarmente sensibile. Grazie davvero! E alla prossima. Un abbraccio

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      • Cara Vale, presa da 1000 impegni mi ero dimenticata di guardare se mi avevi risposto. In effetti le risposte non vengono segnalate sulla casella di posta elettronica personale, a differenza dei post, e così bisogna ricordarsi di a) aver inviato un messaggio b) dove lo si è scritto, ovvero in quale post e… a distanza di tempo non è così scontato risalirvi.
        Cmq, tutto è bene ciò che finisce bene… recita un antico adagio.
        Sappi che sto diffondendo il verbo del tuo blog e l’idea piace parecchio.
        In attesa dei tuoi prossimi post, ti abbraccio caramente.
        Fiorenza

        PS Condivido al 100% ciò che hai detto sulle affinità elettive di persone che neanche si conoscono. Bellissima alchimia nella condivisione di pensieri e parole…

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      • Cara Fiorenza, mi fa molto piacere ritrovarti e sapere che nei meandri della rete nonostante tutto, ciò che interessa veramente si trova. Come le persone, i sentimenti, l’arte… A prestissimo allora, un abbraccio forte.

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