Amare a voce alta

“Io non ho paura. Non ho paura di niente. Più soffro e più amo. Il pericolo può soltanto accrescere il mio amore e affinarlo; perdona i suoi affanni. Io sarò l’unico angelo di cui avrai bisogno. E quando lascerai questa vita sarai ancora più bella di quando vi sei entrata. Il cielo ti ricondurrà a sè e guardandoti dirà: c’è solo una cosa che può fare di noi degli esseri completi. E quella cosa è l’amore.”

Una dichiarazione d’amore come si deve. Persino un po’ oltre. Tratteggia i contorni di un sentimento che si sacrifica, che resiste, che promette di far perdere una parte di vita pur di non essere perso lui stesso. Ed è la storia che si narra in questo film del 2008, meraviglioso e commuovente: “The Reader – a voce alta”  di Stephen Daldry, riassunto in quelle parole. Vi sono all’interno tanti elementi chiave che lo rendono dal mio punto di vista, oltre che di grande cinema, un’opera di poesia unica. Innanzitutto Kate Winslet, che adoro, che considero una di quelle attrici talmente brave da far passare in secondo piano il fatto di essere bella o meno. Non a caso quest’interpretazione le varrà l’oscar. Poi i libri, tanti, citazioni importanti: loro sono se non protagonisti, almeno comprimari nel film. E su tutto naturalmente la storia d’amore appunto, una storia assoluta e tragica insieme, di umanità e di riscatto, seppur piccolo, insignificante di fronte all’irrevocabilità degli avvenimenti, in parte realmente accaduti, che si dispiegano sullo sfondo.

La suspense è forte, sarò deludente ma nessun genere di film riesce a farmi stare con il fiato sospeso come un film d’amore. Dall’inizio, dall’incontro fra i due protagonisti, Hanna e Michael, fino alla fine, dove di quell’iniziazione erotico-letteraria resteranno segni indelebili nelle rispettive vite, travolte dalla storia, quella per antonomasia.

Della loro invece rimarranno per sempre i libri: questi giocano un ruolo nella vicenda, sono lo strumento di quell’amore in un certo senso, e anche il fine. Il puntello e la memoria. Ancora una volta all’interno di una narrazione pressochè grandiosa, si ritaglia il suo spazio il racconto di una forma di arte che salva l’individuo, se non in senso totale, almeno da se stesso, dall’oblio e dal completo abbandono. Ed è singolare come nel film proprio l’atto di leggere e scrivere saranno centrali per la trama, persino determinanti nel definire le sorti dei due protagonisti.

Consiglio vivamente a chi ancora non l’avesse fatto, di vederlo. Ci sarà forse un lieto fine, forse no. In una storia che si annuncia tanto intensa qualcuno potrebbe uscire sconfitto. Ma, per fortuna, non è la poesia.

reader

 

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4 thoughts on “Amare a voce alta

  1. Ciao Valentina. Io il film non l’ho visto ma…leggendo quella dichiarazione,che pure è un po’ “oltre”, come dici tu, io…dei brividini li ho avuti.
    Non so quanti sarebbero d’accordo, in sincerità con sé stessi, con quelle parole, con quella che è, di fatto, una “visione del mondo”.
    E anche se sembro…too romantic, io condivido questa aspettativa.
    E’un modo d’essere inattuale ma che vive in me senza che io possa o meglio, voglia, farci nulla.
    Non voglio essere “autosufficiente”…da questo amore, voglio anche, sì lo confesso (una bestemmia di questi tempi)…dipendere da quel tipo di amore.
    Non voglio essere felice ,senza.
    E non significa che mi autodistruggerò nell’attesa o altri spauracchi che ci paventano i mantra del “tutto già in te”.
    A volte è ancora nobile o semplicemente bello combattere contro i mulini a vento e oltretutto, io che tutto sia “incondizionato” non lo credo.
    Perlomeno, per quanto riguarda l’amore..non voglio che lo sia.
    Io voglio un amore condizionato. Dal fatto che è lei e non un’altra. Dal fatto che lei ci sia anziché non esserci.
    Non mi precludo altre possibilità, non smetto di vivere e relazionarmi e questo può sembrare incoerente ma un anelito, un cuore aperto a QUELLA possibilità, lo sento battere anche mentre quello stesso cuore è dentro altre cose…
    Mi dichiaro eretico dei nostri tempi Valentina: io credo che “c’è una cosa sola che può fare di noi degli esseri completi: E quella cosa è l’amore.”

    Un abbraccio

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    • Caro Cristiano, anche l’amore di cui parli è totale, coraggioso, considerando appunto i nostri tempi. Eppure l’Amore non dovrebbe essere altro dal cercare quell’unica persona, seppur questa spesso non sia e non possa essere una sola nella vita. Invece diventa sorprendente quando qualcuno si dimostra sinceramente alla ricerca di quel tipo di Amore, abituati ormai a vedere ed accettare di tutto all’interno delle relazioni, cresciuti in un’epoca in cui è acquisito il messaggio che sia più pericoloso stare soli che stare male in due.
      Per arrivare a questa ambiziosa meta però l’ingrediente fondamentale credo proprio sia l’equilibrio dentro di sè, che poi ognuno raggiunge come vuole o può e una certa autosufficienza mi pare doverosa oltre che sana. Altrimenti il rischio è di ricadere e riprodurre quel sentimento patologico, limitato, che non costruisce Amore ma attaccamento e fuga da se stessi.
      Ti auguro di cuore di trovare quella Lei di cui parli! E grazie davvero per questa poetica condivisione!
      Un abbraccio a te.

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