Parole sante

E’ questa di oggi una poesia che ho scelto, oltre a due scritte da me, di far volare nei cieli di Torino sabato scorso, durante la performance verticale delle Poesie Aeree, organizzata da valorosi amanti di questo genere letterario.

Mi è sembrata un’idea fantastica, tenerissima anche: che tu cammini tranquillo per strada e d’un tratto ti arriva in testa un aeroplanino di carta con su scritta una poesia. Di questi tempi, in cui si deve stare attenti a dove mettere i piedi e a cosa ti può cascare addosso, ecco appunto lo trovo molto romantico.

Diciamo che avrei voluto che succedesse a me.

Dunque la poesia che ho scelto di accompagnare alle mie è una breve di Federico García Lorca, generalmente letta così anche se è estrapolata da un componimento molto più lungo. E’ natalizia  naturalmente, ma non solo. Da non credente e non grande amante del Natale (leggi molto poco) quale sono è forse questa una strana scelta. Eppure appena l’ho riletta mi è sembrata lei, giusta per quel momento, che mi stava attraversando, e giusta per la performance. Mi è arrivata con forza, ha riempito la pagina di autorevolezza e significato.

Il significato poi è quello che un po’ ciascuno ci trova dentro, con cui ci si sente risuonare in quell’istante, da cui ci si fa leggere mentre lo si legge. Questo Dio in fasce mi ha ricordato molto un uomo, un’umanità tutta, minuscolo, non solo nelle forme ma nella capacità di farsi sentire, con il suo messaggio d’amore che stenta ad arrivare. E quando anche arriva, tocca ripeterlo mille e più volte. Sbagliarlo di nuovo, erigerlo a modello prima, crocifiggerlo e lasciarlo rinascere dopo.

E’un componimento autentico, che non scade nella retorica natalizia: Cristo, morto e risorto, al di là delle sacrosante (e scusate il gioco di parole) personali fedi è anche sicuramente un simbolo, un imprescindibile riferimento tanto culturale, quanto del nostro linguaggio. Un messaggero positivo sia di conoscenza e fratellanza, come della caducità del tutto, e insieme della capacità di risorgere. Mi è piaciuta davvero, spero piaccia anche a voi.

In fondo il Natale arriva ogni anno, è una bella fortuna poter riprovare ogni volta a capire quel messaggio e quelle parole.

Auguroni a tutti!!!

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Dio in fasce

E così, Dio scomparso, che voglio averti.
Piccolo cembalo di farina per il neonato.
Brezza e materia unite nell’espressione esatta
per amor della carne che non sa il tuo nome.

E così, forma breve d’inefferabile rumore,
Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall’impura parola dell’uomo che suda.

(Federico García Lorca – Tutte le poesie)

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