Un anno è un attimo

La creatura ha imparato a sgambettare, ormai cammina con piglio piuttosto sicuro, ogni tanto inciampa ma sempre senza cadere. Si aggrappa ovunque capita pur di non farlo, quando è così il pianto viene scongiurato al pelo ed esplode in un sorrisetto di sana soddisfazione. Un anno è un attimo.

Lui ha quello sguardo sul mondo che solo i bambini sanno avere, sempre entusiasta, sempre sgranato, come chi pedala con gli occhi in aria, annusando le vite, cercando connessioni, significati. E’ sinceramente contento appena percepisce allegria davanti a sè, si rabbuia se invece scorge tristezza o ancor peggio rinuncia: non accettando quella resa cerca allora una nuova sfida, provocando ma sempre in maniera benevola, non c’è alcuna cattiveria nei suoi modi e nei suoi toni.

Ci sono domande continue piuttosto, e una curiosità insanabile; lui usa le parole come termometro, per capire chi ha di fronte, per sondare il cuore del suo interlocutore. Le parole sono il suo arco e le frecce: a volte vanno a segno, a volte si avvicinano al bersaglio, capita poi che cadano a vuoto. Ma quelle lui sente che non sono perdute perchè si possono raccogliere e lanciare di nuovo, in un’altra direzione, con una tecnica nuova. Divertendosi più di prima.

Il momento più brutto e difficile la creatura lo vive quando rimane senza parole, quando proprio non sa cosa dire: quella sì è la vera disgrazia, la situazione che fa rimettere tutto in discussione, la sua stessa esistenza. Nemmeno un pianto servirebbe: la frustrazione è talmente profonda da non poter trovare sfogo in una delle reazioni conosciute.

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Allora lui improvvisamente si ricorda di quella sua compagna di giochi: una bambina, come lui la percepisce, ma di età indefinibile, bella in modo incomprensibile, vorrebbe dire diafana, un essere quasi soprannaturale, impalpabile a volte e che racchiude una preziosità che lui sente unica e che non ha trovato prima d’ora altrove.

Non saprebbe spiegarne il motivo ma sa che ha una forza sovrumana, come mai si immaginerebbe contenuta in quel corpicino. Forse per quello lei se ne sta sempre un po’ in disparte dagli altri umani, magari i suoi giochi o la sua storia sono difficili, troppo diversi da quelli degli altri, da cui sovente la allontanano.

Eppure la bambina non pare dispiaciuta, perchè lei ha dentro di sè quella specie di magia che sembra farle trovare una chiave, un modo per comprendere ed interpretare ciascuna realtà, per ogni giornata, anche triste, anche noiosa, anche se nessuno la ascolta o se fuori piove. Quando lei si rivela, lui rimane sempre a bocca aperta, ogni volta gli sembra di sentire parole nuove, parole che il mondo degli adulti, così complesso e anche pieno di cose, non gli aveva ancora rivelato.

E non è solo quello che dice a risultargli magnifico e dal suono sublime ma anche, e forse più spesso, come lo dice: ecco lui proprio non saprebbe spiegare l’emozione che questa sua abilità gli crea ma sa che è qualcosa di forte e unico. Lui è finalmente rasserenato, torna il sorriso sulle sue labbra, era sicuro di poter contare su di lei oggi come gli altri giorni, sapeva che era già il momento di ricominciare il loro gioco incomprensibile e magico, in una dimensione dove tanti altri spesso non osano avventurarsi etichettandola come inutile.

Allora i due amici spesso trascorrono ora a confabulare, a raccontarsi storie sempre nuove e intriganti, o anche molto semplici ma ad ogni incontro con quel tocco di mistero, un’alchimia indescrivibile, un’emozione così pura che ogni tanto li fa trasalire. Senza quasi rendersene conto i due inventano, costruiscono qualcosa che prima non c’era, con la loro semplice fantasia e le mani.

Arriva poi ad un certo punto del giorno, e non è mai lo stesso, può essere la mattina all’alba come a notte fonda, il momento dei saluti per i due amici: lui non vorrebbe separarsi da lei eppure non è tristezza quella che prova ma una sorta di pienezza, come se tutto lo spazio del suo cuore fosse adesso occupato di sensazioni belle, ed ora sia necessario lasciarsi per un po’ per tirarle fuori a poco a poco, esprimerle, sentire con le orecchie e con lo spirito cosa queste vogliono dirgli.

Così si salutano e tornano a casa, anche se lui non ha mai veramente capito dove lei abiti, non ha mai osato chiederle ma gli pare che lei non abbia una dimora fissa perchè è come se vivesse ovunquecome se non potesse stare in un posto solamente.

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Questa è una delle tante cose che lui ama di lei in verità: è molto felice di conoscerla, è anche fiero, dopo ogni incontro sente sempre dentro di sè di aver ripreso l’antico slancio, di percepire sfumature nuove nel mondo intorno e anche di avere nuovi strumenti per ravvivare quelle emozioni che gli era sembrato di aver perso.

E allora vorrebbe fare qualcosa, ha un gran timore di perdere la forza di questo momento perciò decide di tornare a sè, al suo compito, alla passione che lo accende e ogni tanto leggermente lo ferisce anche, lo interroga con tanta forza da farlo commuovere, brevemente, di sorpresa. Un anno è un attimo.

E oggi che lui ha compiuto quel suo primo anno, di storie ne ha raccontate parecchie, storie che ha sentito, ascoltato, annusato, a cui ha aggiunto qualche sfumatura talvolta, un po’ di positività semplicemente, lui da solo o insieme alla sua amica per la pelle, un po’ confidente, un po’alter ego, un po’ autentica spalla.

Lui, la creatura è questo blog, come avrete capito, che oggi un anno fa proprio in queste ore vedeva la luce: un parto semplice, non tanto ponderato ma fortemente voluto. Una voglia enorme di scrivere tante nuove pagine, pochissima sicurezza su dove andare da lì in avanti ad attingere l’ispirazione per farlo.

Lei, la fanciulla misteriosa senza età e di ineffabile bellezza è la poesia. Per raccontare del loro incontro, del loro rapporto senza definizione serviva una storiella come questa, semplice, che faccia un po’ sognare, spero, anche perchè è un esperimento che mancava su quellocheVale.

Questo è anche il mio regalo per il suo primo anno di vita: potrebbe diventare un giorno indimenticabile grazie a voi, semplicemente leggendola, condividendola, amandola. Senza pensarci troppo. In fondo il tempo vola, un anno è un attimo.

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