Adotta1Blogger perchè…

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.

Per il mio contributo alla giornata di “Adotta1blogger”, la community di cui faccio parte, ho attinto all’introduzione di Loredana Lipperini al libro di Stephen King, On writing – Autobiografia di un mestiere che sto leggendo in questi giorni e che per inciso vi consiglio vivamente, soprattutto se amate scrivere o ne conservate nascosta da qualche parte la sacra fiamma.

Dunque potrei elencare ben più di un motivo per cui mi trovo nel gruppo: altri lo avranno fatto meglio e prima di me e poi non voglio privarmi del piacere di riscoprirli uno ad uno andando a leggerli nei loro post.

Di tutti io ho deciso oggi di salvarne uno, il più forte e significativo soprattutto in questo momento della mia vita: il senso che il blogging ha dato al mio scrivere, quasi uno statuto, un attestato di importanza. E prima di questo, a tutto ciò che ne sta a monte: i pensieri che prendono forma ogni volta e più in alto ancora il vivere concreto e reale, difficile e pieno, da sminuzzare, rendere gestibile e digeribile in un qualche formato attraverso il processo della creazione.

macchina-scrivere

Questo processo ha potuto per me iniziare a manifestarsi e verificarsi solo grazie all’essere parte di un gruppo, di persone di cui ho letto storie incredibili, avvincenti, commuoventi, estreme, riflessive, divertenti, poetiche, sguaiate, profonde, dure. A volte alcune di queste caratteristiche mescolate insieme. Persone che si sono aperte, ciascuna a modo suo, con una potenza unica e preziosa, che in maniera implicita hanno permesso a me di farlo, ricordandomi anzi l’essenzialità e l’onestà di questo atto.

Tra scrittore e lettore vige sempre una sorta di codice che è silenzioso e diretto, magari rustico e un po’ raffazzonato ma che si regge prima di tutto sulla sincerità di chi scrive e comunica da un lato, sulla sua capacità di raccontare qualcosa di sè, insieme a quella di coglierla e farla propria dall’altro. Altrimenti cosa ci si sta a fare qui? Io più volte me lo sono chiesto, trovando sempre risposte in altri blogger e nella loro schiettezza.

Da un certo punto di vista, per lo meno iniziale, avere un blog è più immediato che scrivere un libro, come forse più semplice ma solo considerando l’impianto organizzativo e di risorse che quest’ultimo richiede. Umanamente invece credo sia più coraggioso, proprio perchè dietro non esiste tutta l’architettura, il (mancato) sostegno, la forza che un libro porta con sè e che dunque giustificherebbe una eventuale storia poderosa, importante, da ricordare. E ciò nemmeno sempre si verifica, anzi.

Dietro al gruppo di #adotta1blogger c’è invece e prima di ogni altro elemento la quotidianeità, la vita per come si presenta ogni giorno: qui è pieno di persone che si alzano la mattina e scrivono qualcosa di sè, o in pausa pranzo, o la sera, o la notte (si sa che la notte è cara ai blogger) riempiendo le storie di spontaneità e sofferenza, piccole grandi gioie, simultaneità, sorprese.

Si respira vera umanità, autentica perchè appena sfornata, fragrante come il pane fatto in casa. Non solo: questa umanità viene anche condivisa, attraverso il semplice quanto rivoluzionario strumento dell’adozione, poichè stando in rete è un attimo inciampare in narcisismi assai ingombranti.

Dunque ogni volta che un blogger abbia individuato un post interessante o utile di un collega sceglie di metterlo in comune, in mezzo, come fosse al centrotavola di una cena molto affollata in modo che ciascuno possa attingerne, rifocillando spirito e cervello con informazioni che a volte sono di taglio più prettamente tecnico e dunque immediatamente utilizzabili per sè, altre sono appunto storie, narrazioni, rivelazioni che donano riflessione, emozione, sorrisi, occhi lucidi.

Per me significa molto, significa apertura, collaborazione, magnanimità. Significa sentirmi meno sola mentre alleggerisco di post in post la pesantezza del mio imbarazzo, riduco in parti sempre più piccole la vergogna di una certa vicenda o di un’intemperanza. Significa al fondo di tutto, cercare e trovare quell’orecchio in grado di ascoltarti senza giudizio alcuno, perchè di una persona che è passata prima di te per quella strada della manifestazione, o ci sta passando insieme a te, nello stesso momento. Ed è un processo che non si placa realizzandolo, ma si modella, è plastico, è in divenire.

Perciò un doveroso grazie a Paola Chiesa, ideatrice della community #adotta1blogger e alle persone che ne fanno parte, dispensatori di emozioni e ascoltatori discreti. E poichè siamo anche e soprattutto individui in carne ed ossa vi mando un augurio di ritrovarci numerosi al prossimo incontro! Buon #Adotta1Bloggerday!

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Poichè citato nel post se interessati trovate qui il link per acquistare il libro:

cliccando su

Stephen King – ON WRITING – AUTOBIOGRAFIA DI UN MESTIERE

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7 thoughts on “Adotta1Blogger perchè…

  1. Che post meraviglioso Valentina, trasuda di sentimento, passione, voglia di mettersi in gioco…e capisco bene quella vergogna di cui parli, quell’imbarazzo talvolta ingombrante, quella generosità e fatica nel donarsi.
    In Adotta1blogger ci sono belle persone, orecchie attente e mai giudicanti, si respira aria fresca e rivitalizzante…. E tu l’hai espresso benissimo, un abbraccio

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  2. Pingback: Rassegna stampa #adotta1bloggerday - Social-Evolution di Paola Chiesa

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