Questo piccolo grande amore

La nostra è stata una relazione avventurosa, per certi brevi attimi persino pericolosa, certo molto fisica. Fatta di poche essenziali parole, le mie in veritá. La convivenza nella ruvida realtà urbana oggi non è poca cosa, ci sono sempre spigoli che non avevi considerato, incroci più difficoltosi dei precedenti, affollamenti al fondo della via.

E sempre un’ombra di incomprensione con le persone intorno. E cambiare strada mille volte, per semplificarci il percorso, anche se allungato, pur di non urtare la stizza di chi individuandoci da lontano, non sopportava la nostra presenza. E con l’andare del tempo e dell’appropriarsi del tuo spazio, capisci che purtroppo il grado di civiltà di una città ed i suoi abitanti puoi misurarlo all’istante, anche così, anche ogni giorno e più volte al giorno, soppesando le reazioni negli occhi e nei piccoli ma continui sbuffi delle persone incontrate, gli sguardi rivolti insù, quello scostarsi greve ed infastidito.

Quando non quelle grida, raramente un insulto persino. Una sorta di ostilità diffusa e trasversale. Sicuramente noi due, insieme e nel nostro avventurarci quotidiano, non saremo state sempre perfette, inappuntabili, educate, discrete. Ma quanto è stato possibile su percorsi così tanto stretti ed accidentati, così poco rispettosi a loro volta di noi e delle nostre esigenze? Certo la responsabilità di questa condizione è stata mia, per via delle mie decisioni momentanee, come di una precisa volontà di vivere la vita, di stare entro i confini di un’etica imprescindibile. E allora via a sorridere e fregarcene, vivendo il bello della giornata, della nostra fitta quanto improvvisata marcia quotidiana.

Esiste qualcuno in questa città e un po’ ovunque per cui un tipo di relazione simile ha significato anche difficoltà maggiori, conseguenze più impegnative, un esito talvolta più tragico.

Per noi tutto il poco che potevamo rispetto ad una simile mancanza di considerazione era tuttavia tanto e importante: era cioè stringerci più forte, avvicinarci quanto possibile quando la pioggia improvvisa ci coglieva sulla strada, o la neve, aumentando il ritmo per affrettarci verso casa. O quel caldo torrido. E il nostro rallentamento. Sono sicura che per te non sia stato sempre facile sottostare ai miei ritmi come per me adeguarmi ai tuoi acciacchi.

Con te mi sono spinta a vedere posti che forse da sola non avrei visto, sapendo di non dovermi spiegare perché la meta insieme l’avremmo individuata prima o dopo, in ritardo e a volte in anticipo ma sempre giusta, sempre una, quella scelta prima di partire, più tutte le altre, decise sul momento. Aggiunte.

Insieme siamo partite a qualunque ora del giorno e della notte, tornate a qualunque ora.

Mi mancherai e so che io mancherò te anche se non hai potuto dirmelo. Ci rivedremo, ne sono certa, la città non è poi così grande e prima o poi si finisce per ritrovarsi tutti. Ci saranno altre mani a stringerti allora, a darti impulso o frenarti, avrai vicino un corpo diverso e così sarà per me che sarò con un’altra, più bella e giovane ma che non avrà il tuo carattere, la tua forza e quella ruvida prestanza che tanto mi piaceva.

La nostra relazione è stata lunga, considerando i tempi che ci troviamo a vivere e le tante e continue insidie del quotidiano. Ed è stata soprattutto importante, intensa e, nella sua semplicità, mai scontata. Nel pensare a te e a noi due sono certa di non poter parlare di rimpianti quanto invece della pienezza del tempo trascorso insieme. Ne sono felice e soprattutto fiera per il fatto che il nostro rapporto si sia basato sulla fedeltà e che a decretarne la fine non sia stato un tradimento ma piuttosto un onesto logorarsi sul campo.

Ciao cara bicicletta. Ciao e grazie di tutto. Ti auguro che la strada ti sia lieve e di fare tanti altri splendidi viaggi.

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Un’immagine che ritrae la mia bicicletta due estati fa reduce dal restyling a suon di bomboletta spray con cui l’ho tramutata da grigio topo a                                                   verde, facendole meritare da allora il nome di verdina. La sella è stata cambiata l’estate successiva.

 

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